Il bello delle cose semplici in estate: 5 gesti che mi rimettono al mondo (senza andare in vacanza)

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Loredana Di Stefano

L’estate non è solo la stagione delle valigie e dei voli prenotati mesi prima. Per me è, da sempre, la stagione in cui mi rendo conto di avere bisogno di meno. Meno confusione, meno frenesia, meno distrazioni. È come se il caldo portasse a galla tutto quello che ho trascurato durante l’anno. E ogni volta mi sorprende allo stesso modo: non ho voglia di fare di più, ma di tornare a me stessa.
E lo faccio così: attraverso le cose piccole. Quelle che non costano niente, che nessuno nota, ma che a me fanno la differenza.

Non sono rituali spirituali, né abitudini da manuale di benessere. Sono gesti quotidiani, semplicissimi, che però mi salvano. Mi riportano a un punto fermo. E mi ricordano che non serve scappare via per sentirsi meglio. A volte basta riscoprire la bellezza di quello che hai già. Se solo ti fermi a guardarlo.

Cose semplici
Cose semplici

Il gesto che mi salva sempre: togliere invece di aggiungere

Quando sento che qualcosa dentro si aggroviglia, la mia prima reazione non è fare di più. È togliere.
Togliere cose, appuntamenti, notifiche, aspettative.
Mi siedo, prendo un foglio e comincio a scrivere tutto quello che “riempio” inutilmente. Le giornate non sono troppo brevi, sono solo troppo piene. E spesso di cose che non mi servono.

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Rinuncio a un messaggio a cui non ho voglia di rispondere. Cancello un appuntamento che ho preso solo per educazione. Metto via un progetto che non mi somiglia più. E nel farlo, sento subito aria.
Quella leggerezza che non arriva aggiungendo, ma liberando.

Il bicchiere bello anche per l’acqua

Non serve una cena elegante per usare il bicchiere più bello che ho. Né una visita speciale per accendere la candela profumata in salotto. Queste cose, per anni, le ho tenute da parte per “le occasioni giuste”.
Poi un giorno mi sono chiesta: e se la vera occasione fossi io?

Così, quando bevo un bicchiere d’acqua, lo faccio da un calice sottile che mi piace. Quando mangio una pesca, la metto nel piatto buono. Quando stendo il bucato, metto la musica che ascoltavo da ragazza. Non c’è una regola: c’è solo la volontà di trattarmi bene anche nei gesti più semplici.
Perché se aspetto un giorno speciale per coccolarmi… rischio di non farlo mai.

La camminata del mattino presto (senza meta)

C’è un’ora, al mattino, in cui la città non ha ancora iniziato a parlare. È quell’attimo tra il silenzio e il movimento.
Quando riesco ad alzarmi prima degli impegni, esco senza pensieri, senza destinazione, solo per camminare. Anche solo per dieci minuti.

Non lo faccio per fare attività fisica o per raggiungere un obiettivo. Lo faccio perché mi mette in contatto con la parte più vera di me. Quando cammino presto, mi ascolto meglio. Non mi giudico, non programmo, non rispondo. Sto.
E quella semplicità, quel silenzio in movimento, mi aiuta a cominciare la giornata con un passo diverso.

Le mani sporche, finalmente

Ci sono giorni in cui ho bisogno di tornare alle mani. Di smettere di stare solo nella testa.
Mi basta pelare una patata, riordinare una mensola, rammendare una maglietta. Non importa cosa. L’importante è usare le mani. Fare qualcosa che non passi dallo schermo. Che sia reale, fisico, presente.

Quando passo troppo tempo a pensare, rischio di perdermi. Ma se metto le mani in qualcosa – anche solo nella farina o in un barattolo da svitare – torno a sentirmi viva. Non è produttività, non è performance. È cura.
Un modo per rimettermi al centro senza fare rumore.

Cose semplici
Cose semplici

Due righe alla sera (anche solo per dire “basta”)

Ci sono sere in cui scriverei un romanzo. Altre in cui fatico a trovare una parola. Ma ho imparato che scrivere due righe, ogni sera, è un modo per darmi attenzione.
Non per raccontare al mondo cosa ho fatto. Ma per raccontarlo a me.

A volte scrivo solo un “oggi non ce la faccio più”. A volte un “grazie”, o una frase che ho sentito e mi è rimasta addosso.
Altre volte non scrivo proprio nulla, ma tengo il taccuino lì, accanto al letto. Solo per ricordarmi che posso.
Che ho uno spazio in cui le mie parole sono le benvenute. Anche quando sono confuse, storte, scomode.


Il bello delle cose semplici non è un motto. È una scelta.

In un mondo che ti chiede di essere sempre all’altezza, di correre, di dimostrare, io ho scelto il contrario.
Ho scelto di cercare bellezza dove nessuno la nota: nel piatto della colazione, nel silenzio del mattino, nel gesto minuscolo di mettere a posto un cassetto.
E sai una cosa? Funziona.

Mi rimetto al mondo ogni volta che torno lì. Alle cose semplici, ma vere. Quelle che non si vedono in foto, ma si sentono addosso.

4 commenti su “Il bello delle cose semplici in estate: 5 gesti che mi rimettono al mondo (senza andare in vacanza)”

  1. È bello sapere che ci sono ancora persone che si emozionano nelle piccole cose di tutti i giorni,e come me questo ci fa sentire bene ,,una vita semplice …piena di emozioni questo è quello che conta nella vita di tutti i giorni . Grazie

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  2. Mi piace tanto questa filosofia di vita dove il centro siamo noi. Ecco adesso accenderò quelle bellissime candele che conservo sempre per un occasione che non si presenta mai ed apparecchierò la mia tavola come se attendessi un ospite importante.
    Grazie grazie per questi piccoli consigli che ci possono rendere più leggere e più consapevoli che il centro del mondo siamo noi.

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